Lo combattono con un altro insetto,. Ma la diffusione è esponenziale comunque. Il cinipide, parassita del castagno, sta mettendo in ginocchio il settore in Irpinia. 

I coltivatori chiedono di poter utilizzare gli antiprassitari tradizionali che sono ammessi anche nell'agricoltura biologica. Altrimenti il settore rischia il collasso: al momento la produzione è crollata del 90%.

Pregiatissimi i prodotti sotto attacco. La «castagna di Serino» che ha una produzione annua di circa 100mila quintali all'anno. La «castagna di Montella» è un prodotto ad indicazione geografica protetta dal 1992, è l’unico caso di prodotto ortofrutticolo d’Italia ad avere la Denominazione di Origine Controllata, ha una produzione annua di circa 50–60mila quintali provenienti dai comuni di Montella, Calabritto, Bagnoli Irpino, Nusco, Cassano Irpino, Volturara Irpina, e Montemarano. La «castagna Marrone di Santa Cristina» è coltivata in provincia di Avellino nei comuni di Moschiano e Forino.

Attacco del parassita cinese, produzione di castagne giù del 90%