Castagna-02Le difficoltà della castanicoltura sono sotto gli occhi di tutti con il vistoso calo della produzione per l’anno 2013. Il dibattito è aperto ed ognuno dice la sua per provare a dare sollievo ad un settore che per l’Irpinia è, economicamente, strategico.“Fate presto. E’ il grido d’allarme dei castanicoltori irpini”. A parlare è Adamo Patrone, Presidente Provinciale dell’Associazione Italiana Coltivatori, in prima linea nella lotta biologica al cinipide.


“La produzione castanicola quest’anno – dice Patrone - si attesta a valori allarmanti. L’annata 2013 ha visto un crollo del 90/95% di prodotto, passando da una media di produzione dell’areale I.G.P. della castagna di Montella di circa 30 quintali per ettaro all’avere quest’anno circa 1,5/3 quintali per ettaro. Dati che fanno riflettere come il settore castanicolo è in ginocchio. Si consideri che il comprensorio dell’areale I.G.P. della castagna di Montella, cui ricadono comuni come Bagnoli Irpino, Montella, Cassano Irpino, Nusco, Volturara, Montemarano e Castelvetere sul Calore, vantava una produzione di circa 85000 quintali di castagne, rappresentando il 30% della produzione castanicola campana e assicurando all’incirca 24000 giornate lavorative annue suddivise tra circa 2000 salariati avventizi, le cui mansioni si identificavano tra pulizia dei fondi, raccolta e prima trasformazione del prodotto Con il dilagare dell’infestazione del cinipide questi valori sono venuti meno in maniera  proporzionale al crollo della produzione”. 
Secondo Patrone, “l’immissione in campo a pieno regime del Torymus Sinensis, l’antagonista naturale del cinipide, si è concretizzata solo quest’anno. Nell’areale I.G.P. della castagna di Montella quest’anno si sono avute circa 300 immissioni di parassitoide, ovvero in termini numerici analizzati, sono stati introdotti circa 36000 esemplari di Torymus Sinensis (21000 femmine e 15000 maschi). Nel comune di Bagnoli Irpino sono stati introdotti circa 5520 esemplari (3220 femmine e 2300 maschi), suddivisi in 46 lanci che hanno ricoperto tutta la superficie castanicola bagnolese. Negli anni passati il Torymus Sinensis era già stato introdotto nel nostro territorio ma le cifre erano davvero irrisorie, infatti per il triennio 2010-2012, si contano circa 12 macroimmissioni. Valori troppo bassi, per contrastare l’abnorme supero si popolazione cinipidea. Le prospettive sono tutt’altro che rosee. Purtroppo ci aspettano anni bui, con la produzione che sarà un continuo oscillare, ma rimarrà a valori nettamente inferiori ai nostri vecchi 30 quintali per ettaro”.